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Fornetti polimerizzatori

Brucia Aghi Etna 497

Scalda Fiale
   Brucia Aghi Etna 502

Tavolozza Per Compositi Giotto 101

Sporidex plus Hp-1

Ionoforesi - ECH 88 C

Peroxill 2000®

Act 340 plus

Endo warmer

CARATTERISTICHE TECNICHE...............................................
- Peso: Kg. 0,850
- Dimensioni: cm. 15,5 x 12,5 x 5,5
- Alimentazione: a batterie ricaricabili, con caricabatteria dedicato.
- Batteria a secco ricaricabile da 8 Ah.
- Tensione d'alimentazione caricabatteria: 100/240V.AC-50/60Hz.


- Scarica la brochure in formato PDF qui.



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TAVOLOZZA per COMPOSITI GIOTTO 101

L'utilizzo di materiali estetici, nel restauro dei posteriori, ha avuto inizio con la prima generazione di materiali compositi nei primi anni ‘70. Dopo 40 anni, l’evoluzione altamente performante dei materiali, consente grandi prestazioni per restauri direttamente alla poltrona, sia anteriori che posteriori.
I restauri diretti in composito sono una grande opportunità per il dentista che, da clinico, deve trasformarsi in Odontotecnico e, come artista, deve elaborare “l’estetica”, cioè sorriso e design, attraverso la comprensione delle proprietà meccaniche, fisiche ed estetiche dei compositi.
I restauri presentano quindi una fase molto impegnativa, in termini di tempo ed abilità.
Nei posteriori ed ancor più negli anteriori, per creare restauri in composito di lunga durata ed esteticamente gradevoli, l’applicazione/posizionamento della resina composita, incontra vari problemi, tra cui, il principale, deriva dalla GIUSTA fluidità del materiale, che aiuta enormemente la manualità dell’operatore, riducendo lo stress e riservando energie alla conoscenza ed al perfezionamento dei colori e delle forme.
DIAGRAM, da un’idea del Prof. Enrico Conserva, (TITOLARE a contratto DEL CORSO UFFICIALE DI RIABILITAZIONE PROTESICA III E IV presso l’Università di Genova) e con la sua collaborazione, ha sviluppato un apparecchio assolutamente innovativo, la “Tavolozza per Compositi, Painting Palette Giotto 101”.
E’ il primo ed unico capace di fluidificare più masse di compositi, contemporaneamente ed in quantità minime, necessarie per una corretta stratificazione o per ritocchi e caratterizzazioni, tanto da offrire eccellente adattamento alla cavità da restaurare. E' inoltre possibile il riscaldamento di qualsiasi tipo di composito monodose.
Appositamente studiato per aiutare l’odontoiatra nelle ricostruzioni conservative, estetiche e funzionali, direttamente alla poltrona.
Apprezzato per praticità d’uso anche dall’odontotecnico, per le più personali caratterizzazioni a completamento di lavori estesi.
Scelta della temperatura da 31°C, per fluidificare i compositi, fino a 65°C, per la cementazione di intarsi e faccette.
Durante le operazioni, uno sportellino permanentemente chiuso, protegge i vari compositi dalla luce, che potrebbe alterarli senza un’evidenza immediata, ma producendo inattesi effetti deleteri per una perfetta polimerizzazione del lavoro fatto.

Evidenza dell’importanza termica nella reazione chimico-fisica di fotopolimerizzazione.

Il riscaldamento controllato dei compositi, prima dell’attivazione della reazione di indurimento, riduce il delta termico fra: la temperatura dei compositi e quella incrementale che si crea per effetto della reazione esotermica. Tale riduzione è condizione ideale per il perfezionamento della matrice dei compositi.
Diversamente, l’eccessivo incremento della temperatura, (esponenziale al delta), durante l’indurimento, pregiudica la perfetta chiusura della catena polimerica, con notevoli svantaggi, non visibili ed immediati, ma con criticità ed evidenza nel tempo.















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